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Visualizzazione dei post da Febbraio, 2012

Cinedomeniche vol. II - Paul Newman.

Uno dei pericoli nascosti dietro i film con Paul Newman è occupare una cinedomenica dopo l’altra soltanto con lui, ignorando gli altri cent’anni di storia del cinema.
Il che non è per forza un male se non fosse che ci avvicina troppo velocemente al drammatico momento in cui, insieme alla filmografia di Paolo, finirà ogni ragione di vivere.
Fuggite, sciocchi avrebbe detto Gandalf il Grigio.



Cinedomeniche vol.I - Alfred Hitchcock

Si dicono #cinedomeniche le mie domeniche.
Io e la Compagna di Divano tentiamo di sfuggire al giorno più triste della settimana guardando in media tre film. In questo modo arriviamo al tristo lunedì sane e salve e non discutiamo più della coincidenza per cui uno pensa al suicidio sempre nel giorno del Signore.
Anche voi potete avere le vostre cinedomeniche. E trasformale in cinequalunquegiornodellasettimana, a seconda delle necessità. L’importante è sedersi sul divano verso le tre del pomeriggio e alzarsi verso mezzanotte. È permesso solo l’uso del bagno.
Dalla regia mi hanno suggerito di condividere questa esperienza domenicale, dato che non posso inserirla in nessun CV.
E vabè.

 In questo Cinedomeniche Vol.I un paio di combinazioni da tre che favoriscono la circolazione sanguigna, rinforzano i capelli e purificano la pelle come le maschere al cetriolo.


Andando a piedi nel bosco.

Odio ascoltare la musica mentre cammino per strada. Mai fatto. Nemmeno in piena adolescenza.
Solo che ho talmente perso l'abitudine a svegliarmi presto la mattina e l'altro giorno ero così drammaticamente addormentata che, per paura di crollare priva di sensi in mezzo alla strada, ho pensato bene di recuperare le cuffiette del mio telefono e sentire un po' di musica.
Dalla radio. Perché non ho musica sul cellulare.
E non trovavo il mio mp3. Ecco percé dal telefono.

Io ascolto solo Virgin Radio. Sappiatelo.
Il rock è nell'anima e blablabla.

Quindi, mentre andavo al Master of Horror, ho trovato in fondo al tunnel la luce che si spera guiderà nei prossimi giorni la mia talentuosissima vena creativa.

*e qua ci sta bene un pernacchio*


Blue Oyster Cult - Don't fear the reaper (1976)

Public speaking.

Io da grande voglio fare un lavoro in cui posso stare chiusa in una stanza.
Da sola.
Considerando che tutto il mondo ambisce a un ambiente dinamico e stimolante, credo di non pretendere molto.
Da grande voglio fare un lavoro in cui non devo parlare con nessuno.
Un lavoro in cui posso comunicare tramite e-mail e allegando, allegando l'ira di Dio. Considerando che il più delle volte non si riesce a capire quant'è lunga la gamba e dove arriverà il passo, credo che una persona che sappia riconoscere il suo punto debole sia persona da tenere in considerazione.
Una persona, cioè io.
Da grande voglio fare un lavoro che non implichi il parlare a una platea di cose di cui so poco e niente, ma anche di cose di cui so molto.
Io da grande vorrei semplicemente stare zitta.


E con questo stato d'animo esco dalla lezione del master of horror in cui abbiamo parlato del pablic spiching.
Ah, beh.
Ho dato il meglio di me mentre confessavo la mia incapacità di stare dritta in piedi davanti a u…

Pornodilemma.

C'è stato un certo momento in cui ho pensato di guardare un porno.

Per scopi artistici, s'intende.
Scrivere una scena di sesso è difficile. O almeno lo è stato per me.
Anche scrivere qualcosa che sia sensuale è difficile. Perché quel personaggio piace tanto a quell'altro personaggio? Perché quella ragazza fa gemere di desiderio tutti quelli che le posano lo sguardo addosso?
Boh.
Però lo dovevo scrivere. Andava fatto.

L'altra notte guardavo il remake di un film che amo molto, tratto da un romanzo che amo molto. Parlo di Lolita del '97, remake di quello del  '62, tratto da Nabokov.
Lolita del '97 è semplicemente volgare. Basta poco così per oltrepassare il limite.


Per i poveri disgraziati protagonisti del mio romanzo spero in qualcosa di meglio. Qualcosa che non sia giocare con una banana, che è uno spreco di cibo oltre che parecchio rivoltante.

Ognuno è eccitato da qualcosa di diverso, non dico niente di nuovo. E qui sta una parte della difficoltà di cui pa…

While my guitar gently strimpella.

In un'altra vita spero di essere stata dipendente da qualcosa.
Una pittrice alcolizzata e autodistruttiva.
Uno scrittore col vizietto dell’oppio.
Un drammaturgo con la penna nella destra e il bourbon nella sinistra.
Un cantante che ha voce delle sigarette che fuma.

In questa vita mangio una quantità preoccupante di verdure e bevo molta acqua.

Cedo solo alla birra rossa doppio malto, davanti ai miei amici maschi che prendono una chiara leggera.
I rotocalchi dicono che sono una salutista piuttosto noiosa.

 Quando scrivo, di norma, non so mai dove andrò a parare. Perché non sto scrivendo una guida turistica, né un saggio su Kierkegaard, né uno studio sulla voce narrante nei racconti di Leopoldo Alas, tutti casi in cui è auspicabile avere almeno una vaga idea di cosa si voglia dire.