martedì 10 gennaio 2012

Ho sognato il figlio dei Pooh.

La mattina a colazione ho sempre qualcosa da raccontare perché ho un’attività onirica molto produttiva, che rientra probabilmente nella definizione di una qualche disfunzione di cui non conoscono il nome. IperRemPhase, che ne so.
Sogno tanto e sogno spesso e mi ricordo tutto. Così si può fare conversazione mentre inzuppo gli OroSaiwa nel cappuccino.
Storie intricate, spesso di ambientazione medievale.
Io che odiavo sia la storia, sia il medioevo, finché non apparve un uomo troppo bello per essere un professore di storia. Eppure diceva di esserlo e faceva sospirare tutte nell’aula a parlamento dell’università.
Ma credo fosse solo la noia. Non era poi questo granché.
Sogno spesso il mio Re (l’altra notte ci sposavamo nella cappella dell’università di Oxford, vestiti con maglioncino a collo alto e giacca con lo stemma dell’istituto), qualche volta mia sorella.
In una mansarda parigina la mia migliore amica mi ha confessato di aspettare dei gemelli: aveva il test di gravidanza in mano e il suo bagno era tremendamente simile a quelli del liceo che abbiamo frequentato insieme.
Non sogno mai i Miei Divi, quelli che non so se amo di più il personaggio o l’attore, ma un ambientazione Hollywood anni ’50 sarebbe gradita, nonché richiesta poco dispendiosa, giacché ho certo più dimistichezza con Paul Newman che con Carlo Martello.
E’ successo che, una notte, ho sognato Francesco Facchinetti.
Era una festa alcolica e sfrenata. Ballavamo a decine su di un balcone.
Da questo sogno è venuto fuori il mio romanzo. In cui ho inserito pure la festa sul balcone, ovviamente.
Una mattina mi è sembrato che la sensazione lasciatami addosso da quel sogno potesse valere qualcosa. E’ valsa una scena, tanto mi basta.
Da quella festa sul balcone mi sono chiesta varie cose, perché non avevo niente da fare.
Occupavo il tempo libero recuperando tutte le stagioni di How I met your mother, quello pieno era occupato dalla mia tesi. Così nelle pause tra una puntata di HIMYM e l'altra, pensavo.

Chi balla, chi sta seduto?
Dove sta questo balcone, in che città?
E’ estate o inverno?
Che cosa festeggiamo?
Chi sono io che saltello in mezzo agli altri?

Comunque ho espunto il Pooh jr: state certi che non si trova sulla lista degli invitati alla mia storia.
Però, se mai le avventure dei miei tre disgraziati protagonisti dovessero vedere la luce, gli dedicherò un rigraziamento particolare.
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1 commento:

  1. I tuoi sogni sono praticamente romanzi, e a quanto pare hanno anche un filo logico, per quanto assurdo. Evidentemente è questa la tua fonte di ispirazione per i tuoi romanzi. Ciao

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