mercoledì 16 novembre 2016

Cominciare da qualche parte.


Il nostro giradischi si è rotto. Non era un oggetto di particolare qualità - era il nostro primo giradischi, ci è servito a riavvicinarci all'idea che la musica sia contenuta fisicamente in degli oggetti, come quando compravamo i cd -  ma è stato più che sufficiente per oltre due anni e ha fatto il suo lavoro egregiamente. Adesso dobbiamo comprarne uno nuovo e lo vogliamo di qualità un po' migliore.
Allora ho iniziato a fare ricerche, capire le marche, i pezzi che ci vogliono, le fasce di prezzo. Sono finita su un forum di patiti dell'alta fedeltà. Leggo il thread di un signore che dice più o meno così:

Svuotando la soffitta con l'aiuto di mio nipote sedicenne, ho scovato un vecchissimo giradischi e il ragazzo ne è rimasto affascinato. Vorrei comprargliene uno con cui cominciare, in modo che capisca effettivamente se può piacergli, se vorrà comprare dischi, se si appassionerà. Ho visto che esistono quelli compatti con le casse integrate. So che non sono di grande qualità, però insomma è per iniziare e contenere la spesa, in vista magari di acquisti successivi. Voi che dite? Mi consigliate? 

Ecco, no. I patiti dell'alta fedeltà non sono programmati per dare consigli, sostengono che sia meglio prendergli delle cuffie da 200€ da attaccare al pc, piuttosto che regalargli una cinesata. Il signore è perplesso e si scusa per non essere stato chiaro: vuole regalargli un giradischi, non delle cuffie. Ma quelli continuano a dire che forse è meglio regalargli un anno di abbonamento a Spotify. Un patito dell'alta fedeltà, impietosito, gli dice che per la misera cifra che vuole spendere può forse trovare un giradischi anni '80 usato e un amplificatore giapponese del '79 su ebay, ma non avendo lui conoscenze in merito deve fare attenzione ai pacchi. Se vuole orientarsi sul nuovo la spesa sarebbe intorno ai 750€ tra giradischi, amplificatore e casse decenti. Non eccellenti, decenti. Comunque entry level, ma almeno di qualità.
Il signore risponde ancora un paio di volte, poi scompare.
Ho riso molto, poi mi sono sinceramente dispiaciuta per il signore, poi mi sono incazzata con i lord dell'alta fedeltà. È certamente vero che in ogni campo ci sono gli appassionati, i patiti, i fanatici, però poi ci sono pure gli stronzi e questa è una verità che non riesco mai ad accettare. Non c'è niente di male a regalare un apparecchio Majestic o Akai o salcazzo a un sedicenne che potrebbe voler capire se gli piace avere in cameretta un giradischi. Ma no, è troppo difficile immedesimarsi: o gli fai ascoltare davvero bene gli ottoni nel Requiem di Mozart diretto da Von Karajan o meglio che lo metti davanti a un bel video di Benji e Fede su Youtube con gli spot nel mezzo.
Noi abbiamo avuto un giradischi senza pretese e ci abbiamo ascoltato la musica che ci piace, nonostante il suono non fosse puro. Adesso vogliamo un giradischi migliore, è una bella cosa. 
Non è offensivo o ridicolo voler cominciare da qualche parte. 
È come se qualcuno mi chiedesse un consiglio di lettura per una tredicenne che sta iniziando a vedere i libri non più come un obbligo della scuola ma come un piacere, e gli rispondessi che, se proprio deve leggere, tanto vale leggere Proust in francese o lasciar perdere. 


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lunedì 3 ottobre 2016

Da una parte tutto e dall'altra niente.

Quando avevo tredici anni una mia amica mi mise in braccio il suo coniglio domestico: un affare caldissimo e lungo quanto lo spazio che andava tra la mia spalla e l'ombelico. Fece in tempo a respirarmi contro il seno solo una decina di secondi prima che lo restituissi di corsa alla padrona.
L'altro giorno ho abbracciato una persona che era insieme felice e in preda al panico. Era quello che mi sentivo di fare ma ho anche dovuto farlo per evitare che mi guardasse in faccia. Indossavo una t-shirt sottile di cotone e veniva un calore inumano dalla sua parte, mentre io ero calda il solito. Il suo cuore mi batteva contro lo sterno, picchiava attraverso strati di vestiti contro la mia gabbia toracica, ma ero già lontana anni luce, seduta nell'angolino di un altro sistema solare a riflettere su di me e su tutto il materiale che quella felicità aveva dissotterrato. Questa persona mi ha tenuto stretta per lunghissimi secondi e io pensavo a un coniglio vecchio di quasi vent'anni che mi aveva fatto impressione tenere addosso e a come fosse strano sentire nelle orecchie non il mio flusso sanguigno, ma quello di un altro.


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martedì 6 settembre 2016

La ricerca del cretino.


Non lo so se è fisiologico, voglio dire: che dopo un po' internet inizi a seccarti, che non ci trovi più le cose giuste, che diminuiscano quelle che ti piacciono, che i siti inizino a starti antipatici come le persone - perché i siti sono fatti da persone e quindi il ragionamento un poco fila. Allora finisci per leggere quelle tre o quattro cose scritte da quelle tre persone o quattro di cui ti fidi ancora, interagisci con quei cinque account che ti fanno sorridere o di cui hai conosciuto personalmente i pupari e il resto boh, è il rumore del frigorifero di notte. 
Mi allontana soprattutto la ricerca del cretino che molti fanno in occasione di una morte o di una tragedia, ma a ben pensarci anche in occasione di cose belle o neutre tipo i concerti e i programmi alla televisione. Penso proprio che alcuni ci provino gusto a scovare quello che tuitta di non conoscere il morto, quello che dice la porcata durante il terremoto, quello che dice quanto siamo cretini in base a chi piangiamo durante le stragi, quello che non conosce la differenza tra è ed e, quelli delle scie chimiche e i fruttariani. Voglio dire: come fai a non prenderli in giro i fruttariani, in certi casi è persino moralmente giusto farlo, ma non succede mai che dopo aver fatto la bulla io mi senta particolarmente vicina agli altri che hanno fatto i bulli insieme a me, sebbene la pensi esattamente come loro. Non mi diverto a sembrare più intelligente di uno che mangia solo mele o che vota Salvini, sebbene è molto probabile che lo sia. Forse con l'età mi sono rammollita o magari la ricerca del cretino non è una cosa intelligente come potrebbe sembrare. 
Non guardo - ma li ho guardati nel passato - i programmi di Maria De Filippi e verrebbe da dire che ho poco in comune con quelli che ne fanno ogni giorno il livetweeting. Però certe volte penso che siano mossi da qualcosa di migliore, e in fin dei conti semplicemente si divertano a commentare una roba indefinibile come Temptation Island e perciò, in ultima analisi, caghino meno il cazzo di noi quando urliamo "Guarda mamma, come sono più intelligente della media".
La differenza la vedo nel movente.
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mercoledì 10 agosto 2016

Filatelia.


Alle volte le cose che più mi piace fare mi estenuano. Desidero così ardentemente farle in ogni momento, ritaglio quindici minuti per potermici dedicare, se non mi ci dedico mi intristico e mi sento in colpa, ragiono sulla mia vita sul perché dovrebbe valere la pena lavorare o vivere se non c'è poi la forza o il tempo. Ecco come mi estenuano , le cose che più mi piace fare.
Così alle volte mi arrendo perché, ehi, sono solo delle cose che mi piace fare, tipo un hobby, tipo la filatelia. Può piacerti da morire, ma non è necessario riempire faldoni di francobolli. Sei un piccolo animaletto felice quando giri per francobolli e ne trovi alcuni che cercavi e magari ci spendi pure parecchi soldi. Ma se non farlo ti avvelena le giornate, amen, allora ci metti una croce sopra. Niente più francobolli. Sono solo pezzetti di carta che ti piace infilare in buste di plastica. È vero, il lavoro o la vita ti sottraggono tempo, ma non è che puoi preferire i francobolli alla vita.
Ecco come mi arrendo, alle volte. Solo che spesso, quando mi arrendo, saltano fuori francobolli dappertutto.
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lunedì 25 luglio 2016

Hieronymus Churros.

Quando vado nei musei sono felice.


Si tratta forse del retaggio della sezione G del mio liceo con le sue ore in più dedicate alla storia dell'arte? Sarà forse che la professoressa era una nazista di Caravaggio? Sarà che durante il Maggio dei Monumenti eravamo costretti ad attirare ignari turisti in cappelle fresche e oscure per illustrargli la bellezza delle Sette opere di misericordia?
Non lo so. Forse ero solo una secchiona e lo sono ancora. 
Mi piacciono i musei, le gallerie enormi, gli allestimenti ragionati, la Venere di Milo che mi guardava silenziosa e monca. Sulla stele di Rosetta ci sono i geroglifici - i GEROGLIFICI santiddio - io e i geroglifici nella stessa stanza, io e Il quarto stato a guardarci negli occhi per dieci minuti buoni, io e Forme uniche della continuità nello spazio mano nella mano, felici entrambi per le mie epifanie.
Ad agosto sarò a Madrid a sudare e maledire la povertà che non mi permette - ancora - di visitare la Scandinavia fredda e accogliente. Ma Madrid spacca di brutto come offerta museale e non aspetto altro che misurare quanti passi ci vogliono per andare da un capo all'altro di Guernica.
Voglio dire, magari due churros me li mangio anche, ma scusate se c'ho le aspettative per Bosch e non per il fritto.
Questa eccitazione durissima spiega forse perché, da quindici anni, in vacanza io e l'arch. cerchiamo solo ed esclusivamente la compagnia uno dell'altro. Queste sono le nostre cose importanti. Amici che trovassero loro lo stesso posto in una scala di valori: non pervenuti. 
Ma so di non essere l'unica. Lo so che il mondo è pieno di feticisti artistici.


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